
Dopo oltre un mese di sospensione, la misura del Contotermico 3.0 riapre ufficialmente alle ore 12:00 del 13 aprile 2026, restituendo operatività a uno degli strumenti più rilevanti per l’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. La riattivazione arriva dopo il blocco del 3 marzo, quando un volume di richieste superiore a 1,3 miliardi di euro aveva superato la capacità di gestione del sistema, imponendo al GSE una pausa tecnica per verifiche istruttorie e ricalcolo degli impegni di spesa.
La riapertura è stata confermata dal Gestore dei Servizi Energetici, che in una nota ufficiale ha ribadito che «dalle ore 12:00 del 13 aprile sarà nuovamente possibile presentare richieste esclusivamente in accesso diretto» (fonte: GSE). La modalità di prenotazione, riservata a PA ed ETS, resta invece sospesa fino a nuova comunicazione.
Nuova ripartizione delle risorse: equilibrio tra privati e PA
Una delle novità più significative riguarda la rimodulazione del limite di spesa annuale, introdotta dal MASE per evitare il ripetersi della saturazione immediata registrata a febbraio.
Secondo quanto riportato dalle fonti ufficiali, il plafond complessivo resta pari a 900 milioni di euro annui, ma la ripartizione è stata riequilibrata:
- 450 milioni per i privati (di cui 150 destinati alle imprese)
- 450 milioni per le Pubbliche Amministrazioni
Si tratta di una modifica sostanziale rispetto alla precedente suddivisione 500 milioni privati / 400 milioni PA.
Il MASE ha spiegato che la nuova ripartizione è stata introdotta per «garantire un utilizzo più omogeneo delle risorse e prevenire fenomeni di saturazione anticipata» (fonte: MASE – Decreto attuativo Conto Termico 3.0).
Il blocco del 3 marzo non era dovuto a un esaurimento effettivo dei fondi, ma a un picco anomalo di richieste, soprattutto da parte della Pubblica Amministrazione. Le prenotazioni PA, infatti, generano impegni di spesa pluriennali, e il GSE ha dovuto sospendere temporaneamente l’accesso per verificare la sostenibilità del plafond.
Durante la sospensione, il Gestore ha effettuato controlli sulle domande e ricalcolato la capienza residua, consentendo così la riapertura del portale.
Le modalità operative sono solo accesso diretto e con la riapertura del 13 aprile, il GSE ha confermato che:
- sarà possibile presentare solo domande in accesso diretto, entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori;
- la prenotazione resta sospesa;
- per le imprese rimane attiva la funzione di valutazione preliminare, obbligatoria prima dell’avvio dei lavori.
Questa impostazione è stata ribadita anche da ANCE e LavoriPubblici.it, che sottolineano come la riattivazione sia “parziale” ma sufficiente a riavviare il flusso delle richieste.
Secondo le comunicazioni del GSE e le indicazioni del MASE, la finestra di apertura resterà attiva fino al 31 dicembre 2026, salvo esaurimento anticipato dei fondi. Tuttavia, alla luce del precedente boom di richieste, gli analisti del settore prevedono una possibile saturazione già entro l’estate, soprattutto per la quota destinata alle Pubbliche Amministrazioni.
Non sono state previsti cambiamenti e le caratteristiche principali del Conto Termico 3.0 restano confermate:
- contributi fino al 65%, con possibilità di arrivare al 100% per scuole, ospedali e piccoli comuni;
- ampliamento delle tecnologie incentivabili;
- accesso esteso ai privati per interventi di efficienza nel Terziario;
- possibilità di accesso tramite CER e gruppi di autoconsumatori;
- contributo anticipato del 50% per diagnosi energetiche di PA ed ETS non economici.
Il GSE ha inoltre annunciato che il catalogo degli apparecchi prequalificati sarà pubblicato il 15 aprile 2026, semplificando la fase istruttoria e riducendo i tempi di verifica tecnica.
Il Contotermico 3.0 si conferma un incentivo strategico per la transizione energetica e la riapertura del Portaltermico 3.0 rappresenta un passaggio cruciale per famiglie, imprese e Pubbliche Amministrazioni che intendono investire in efficienza energetica e rinnovabili termiche. Il Conto Termico 3.0 si conferma uno degli strumenti più stabili e strutturati del panorama italiano, soprattutto in un contesto di volatilità dei prezzi energetici e di crescente attenzione alla decarbonizzazione.
La nuova ripartizione dei fondi e il ritorno dell’accesso diretto dovrebbero garantire una gestione più ordinata delle domande, anche se la rapidità con cui si era saturato il plafond a marzo lascia prevedere una nuova corsa agli incentivi.
Articolo di App24.cloud